HERIZ - Tappeti - Guida ai Tappeti - Storia del
Tappeto
La storia
del tappeto. Dalle sue origini allarrivo in occidente fino ai nostri
giorni. Le regioni di provenienza, gli usi ed i costumi, lo stile, i motivi e
le simbologie.
Larte della tessitura era già praticata dalle antiche
popolazioni indiane e, poi, trasmessa agli assiri. Linvenzione del
telaio si deve agli egiziani. La sua diffusione fu assai modesta
allinizio poiché era limitata dalluso di lane con tinte naturali:
bianche, nere, grigie, castane e brune.
La nascita del tappeto annodato è contesa dagli egiziani, dai cinesi, dai
persiani, da questo o da quel ramo delle popolazioni Indo europee. Fonti
letterarie ed antichi testi ne descrivono luso ed il commercio tra le
popolazioni dellantichità. Questi testi parlano solo di colori e
decorazioni ma non accennano minimamente alle tecniche di lavorazione,
facendo quindi sussistere il dubbio che si tratti di tappeti ricamati o
annodati.
Larte del tappeto si è evoluta nei tempi remoti e iniziò ad affermarsi
nella civiltà attraverso la fantasia dei disegni e le varietà di colori. Il
tappeto era già conosciuto, come oggetto di gran lusso, dagli etruschi come
risulta dagli affreschi delle necropoli di Tarquinia e di Settecamini presso
Orvieto.
Dei tappeti antichissimi è rimasto ben poco, questo perché, nonostante fossero
fatti di solido tessuto e con annodature strettissime, erano destinati ad un
uso che non ha permesso loro di resistere nel tempo.
IL TAPPETO DI PAZYRYK
Le
certezze della ricerca sulle origini del tappeto annodato, sono date invece
dal ritrovamento di frammenti di tappeti annodati giunti fino a noi.
Il più antico esemplare di tappeto annodato a noi noto ha circa 2.500 anni. Fu
scoperto nel 1949, durante una spedizione nella regione dei monti Altaj,
dallarcheologo russo Serghei Ivanovich Rudenko
nella tomba di un capo sciita presso la vallata di Pazyryk (nella steppa
della Siberia meridionale). Una lastra di ghiaccio lo aveva miracolosamente
conservato per secoli. Nella tomba sono stati ritrovati, anchessi in
un ottimo stato di conservazione, altri oggetti che, secondo gli studi degli
specialisti, risalgono al IV-V secolo a.C.
Si ipotizza che il tappeto di Pazyryk sia originario di Susa, in
Persia. Ciò è confermato dal fatto che la sua decorazione è di stile
tipicamente persiano.
Questo straordinario tappeto in lana misura circa 4 metri quadrati
(200 x 189 cm) e i suoi nodi sono fini e regolari. Presenta
unelaborata decorazione: il campo centrale è di un colore rosso
scuro ed è ornato da ventiquattro cassoni stellati. I bordi sono formati
da cinque bande: una riprende il motivo delle stelle; altre
due bande raffigurano degli animali mitologici stilizzati; nelle ultime due
sono rappresentate delle renne e dei cavalli montati o accompagnati dai
cavalieri. I colori, anche se ossidati da secoli di permanenza nel ghiaccio,
sono costituiti da un rosso scuro e da un giallo su fondo grigio
verde.
Il tappeto di Pazyryk presenta, dunque, unelevata tecnica
esecutiva e una rara bellezza. Ciò è la prova che il tappeto fin dai
suoi albori (25 secoli fa) aveva raggiunto vertici artistici molto
elevati. Con la scoperta di Rudenko cadde la teoria secondo la quale
il tappeto solo in un epoca molto recente si era trasformato in opera
darte e che prima era da considerarsi come semplice
manufatto, più confortevole delle pelli danimale, usato dalle
popolazioni nomadi per ricoprire il suolo delle tende.
Il
tappeto di Pazyryk oggi è conservato al museo dellHermitage a
San Pietroburgo (ex Leningrado).
IL TAPPETO ANTICO
I primi importanti ritrovamenti, dopo il tappeto di Pazyryk,
sono i vasti frammenti risalenti alla seconda metà del XIII secolo, durante
il dominio delle tribù turche dei selgiuchidi, giunte dallAsia
centrale. Tali frammenti sono stati rinvenuti dallo studioso svedese F. R.
Martin nel 1905 presso la moschea di Alaeddin a Konya, nellAnatolia
centrale.
Ventanni dopo, lamericano R. M. Riefstahl scoprì, nella
moschea di Eshrefoglu, a Beyshehir, altri esemplari di tappeti
selgiuchidi.
Dalle testimonianze degli storici, dei poeti, dei pittori e degli scultori
sappiamo che il tappeto faceva parte della vita quotidiana di antiche civiltà
scomparse. Ad esempio, su vasi etruschi e greci sono raffigurati pile di
tappeti, mentre bassorilievi che raffigurano personaggi intenti a tessere
sono stati ritrovati nello Yucatan. Durante gli scavi nellantica
Tebe fu rinvenuto un piccolo tappeto annodato, blu e bianco, con
motivi geroglifici, che risale al IV secolo a.C. Nel IX
secolo a.C., Omero ci parla già di dozzine di tappeti di grande valore
e nellAntico Testamento la cortigiana ricopre il suo letto con
un tappeto dEgitto.
I cronisti dellepoca ci hanno lasciato gli inventari dei bottini
conquistati dai Greci durante le loro guerre: fra gli oggetti più
preziosi ci sono proprio i tappeti.
Sempre da fonti storiche sappiamo di un tappeto eccezionale, di dimensioni
gigantesche (25 x 65 metri), eseguito per ornare il palazzo
dellimperatore sassanide Cosroe I (531-579 d.C.) a
Ctesifonte. Questa meraviglia è nota col nome di Primavera di
Cosroe. In esso è raffigurato un meraviglioso giardino con alberi, fiori
e foglie ricamati con pietre preziose colorate, e con ruscelli e cascate di
cristallo e perle, con trame doro, dargento e di seta. Purtroppo
nel 637, con la conquista dellAssiria da parte degli arabi,
questo splendido tappeto fu tagliato dai conquistatori che si spartirono i
pezzi.
Anche i Crociati, durante le loro spedizioni riportarono a casa splendidi
tappeti. Nel suo viaggio in Oriente, Marco Polo parla dei
tappeti turchi e caucasici come i migliori del mondo.
Da altre fonti islamiche sappiamo che i tappeti anatolici del XIII e XIV
secolo, durante il dominio delle tribù turche dei Selgiuchidi giunti
dallAsia centrale, erano talmente ricercati che venivano esportati in
tutto il mondo. Si trattava di tappeti in lana decorati con motivi geometrici
in base ad un repertorio molto vasto. I colori più usati erano il blu e il
rosso in tonalità scure e chiare.
Una sostanziale continuità rispetto ai tappeti annodati anatolici del periodo
selgiuchide la possiamo ritrovare nei tappeti dellepoca successiva,
quella ottomana (che prende il nome dal fondatore della dinastia,
Othman, 1299-1326).
Successivamente, fra il secolo XIV e il secolo XV, il tappeto assume due
aspetti fondamentali: quello della raffigurazione di animali molto stilizzati
(in particolare uccelli e quadrupedi) e quello con motivi geometrici. Poiché
mancano sicuri reperti, la documentazione di questi motivi viene ripresa
soprattutto dalla pittura dellepoca, in particolare di scuola italiana
e spagnola.
Tra il XIV ed il XV secolo lItalia, e in particolare la città di
Venezia, fu il maggior importatore di tappeti orientali del mondo. Si
trattava di pezzi meravigliosi che poi venivano commercializzati in tutta
Europa. Questo fatto spiega la notevole presenza di tappeti nelle pitture
italiane ed europee.
I TAPPETI LOTTO E HOLBEIN
Durante il Rinascimento furono
importati in Europa dallOriente diversi Ushak di piccolo
formato, decorati con grandi motivi geometrici, con disegni angolosi e con un
elegante arabesco. Si trattava di tappeti di forma rettangolare e dai colori
molto intensi. I fondi erano generalmente di colore rosso e i
bordi costituiti da motivi floreali (generalmente di colore blu) o da un
disegno cubico molto stilizzato. Lo stile degli Ushak è raffigurato
con estrema precisione nelle tele dei grandi pittori.
Nel XV secolo il motivo geometrico sostituisce completamente quello
animale.
Col tempo questi tappeti hanno perso il loro nome dorigine e
cominciarono ad essere chiamati tappeti Lotto dal nome del pittore
italiano Lorenzo Lotto (1480-1556) che dipinse un gran numero di
questi esemplari.
Gli Holbein sono tappeti di lana con nodo turco e motivi geometrici
ottagonali alternati ad altre forme chiuse. Hanno dei formati non troppo
grandi e colori netti e ben definiti, dal blu, al giallo, al rosso. Prendono
il loro nome dal pittore tedesco Hans Holbein il Giovane (1497-1543),
che li raffigurava nei suoi quadri.
LARRIVO IN OCCIDENTE
Larrivo in occidente del tappeto orientale è dovuto ai
mercanti viaggiatori della Serenissima Repubblica di Venezia. Nel sec.
IX era già florido il loro commercio mentre nel sec. XV i veneziani detengono
il primato come importatori di tappeti. Il possesso di tappeti diventa un
privilegio non più dei soli ricchi, ma anche dei più modesti borghesi. In
occasione di feste religiose, civili o carnevalesche si stendono tappeti
lungo le calli e come ornamento delle gondole.
Non è da credere però che luso del tappeto fosse sconosciuto in altre
regioni dItalia. I pittori toscani già nel trecento li utilizzavano
nelle loro pitture.
Con linvasione turca, tra il sec. XIV e il sec. XVII, il tappeto
orientale si diffonde anche nellEuropa Orientale.
Dopo il cinquecento assistiamo ad una perdita di interesse da parte degli
occidentali per il tappeto orientale. Solo nel 1891, in occasione della
grande esposizione a Vienna, il tappeto esotico ricominciò ad esercitare un
certo fascino sugli europei, seguiti dagli americani. Da quel momento ebbe
inizio lesportazione in Occidente del tappeto orientale. Inoltre gli
Occidentali cominciarono ad esigere una produzione più consona ai loro
ambiti, spingendo così i produttori orientali a modificare le dimensioni, e
qualche volta anche i disegni e i colori. Questo però portò ad una decadenza
dellarte del tappeto che sempre più diventava industria.
Lannodatore orientale incominciò a non sentire più il fascino
dellopera. Non tutti i tappeti di questi ultimi cinquanta anni possono
vantare laccurata fattura di un tempo. Ma oggi si possono comunque
trovare ottimi tappeti anche di nuova fattura.
LE REGIONI DI PROVENIENZA
PERSIA
La
Persia è stata da sempre considerata la culla del tappeto annodato a
mano. Non a caso, il vocabolo tappeto (dal greco
tapesetos, da cui deriva il latino tappetum) ha
origine persiana.
È probabile che la sua funzione sia da sempre legata al desiderio
delluomo di frapporre qualcosa tra il proprio corpo ed il pavimento. Le
pelli degli animali, che venivano utilizzate dalle tribù nomadi per ricoprire
il suolo e le pareti delle tende per proteggersi dal freddo, furono
sostituite coi tappeti, che acquistarono rapidamente notevoli qualità
estetiche grazie allispirazione creatrice e al dono di materializzare i
sogni di coloro che li produssero.
Le tribù turcomanne furono le prime ad usare la tecnica
dellannodamento per produrre tappeti. In seguito, il tappeto fu
prodotto in modo sempre più regolare e offerto su tutti i mercati.
Larte del tappeto si affermò nelle corti dei principi che
affidavano a dei veri e propri maestri la realizzazione di tappeti molto
pregiati la cui lavorazione durava spesso molti anni. Le tecniche di
lavorazione si fecero sempre più accurate e le dimensioni dei tappeti
sempre più ampie.
I tappeti da caccia testimoniano limportanza che questo
passatempo aveva nella vita di corte. I tappeti a mosaico, con motivi
floreali dispirazione naturalista, hanno lo scopo di distrarre gli
occhi dalla vista del deserto. I tappeti giardino e i tappeti a
medaglione discendono dal tappeto leggendario di Cosroe I, sovrano
sassanide.
Poche sono le notizie che si hanno dei tappeti persiani fino al XV
secolo.
Nel periodo selgiuchide quasi certamente venivano annodati tappeti in
Persia. Ma solo in epoca ilkhanide (1221-1353) alcune miniature
cominciano a fornire qualche documentazione, che diverrà veramente importante
solo a partire dal XV secolo. I disegni sono geometrici, con vari tipi di
ottagono, divisi o uniti fra loro con motivi di collegamento.
Nel XV secolo in Persia il disegno abbandona il motivo geometrico per assumere
dei motivi floreali, probabilmente grazie ai contatti con larte
orientale (Cina).
Levoluzione dellarte del tappeto persiano si può far risalire alla
dinastia dei Sasanian (217 d.C.) raggiungendo la sua massima
importanza nel XVI e nel XVII secolo. In questepoca, infatti, nascono
artisti eccezionali che partecipano alla creazione di importanti tappeti, i
cui cartoni sono opera dei più bravi miniaturisti dellepoca.
Limmaginazione poetica e il gusto della natura di questi artisti
portarono alla creazione di decorazioni arabescate, ricche di fiori, animali
reali o fantastici e personaggi reali o leggendari. Gli artigiani accostano
con eccezionale armonia colori dolci, riscaldati da toni puri, e impiegano i
materiali della migliore qualità.
Lepoca safavide (1501-1732), con la sua stabilità sociale e
politica, rappresenta il periodo doro della manifattura
persiana.
In questo periodo migliorano notevolmente le tecniche di tintura delle fibre.
La ricerca di diverse sfumature e tonalità di colori offre allartista
la possibilità di esplorare nuove figurazioni. Inoltre la seta viene
impiegata, oltre che per lordito e la trama, anche per il pelo. Ciò fu
importante perché la seta consentiva una densità di nodi molto elevata, tanto
da poter raffigurare in ogni dettaglio bellissime scene
naturalistiche.
Al periodo dello Scià Abbas (1587-1629), dal nome del grande mecenate
di tutte le arti e che favorì linstallazione di telai nel suo palazzo,
risale un particolare genere di tappeti. Si tratta di esemplari in seta con
fili argentati destinati ad essere donati ai principi europei da parte degli
ambasciatori iraniani. Inizialmente si credette che fossero di produzione
europea e venne data loro la denominazione di tappeti polacchi,
dovuta allaquila polacca in essi scoperta. Si tratta di una
denominazione errata che tuttavia è rimasta in uso nonostante
lautenticità di questi tappeti sia, oggi, del tutto accertata.
Il tappeto più grande di cui si abbia avuto notizia è il
Baharestan. Misurava ben centoquaranta metri per ventotto.
Fu distrutto nei primi decenni del 600 quando la Persia fu
invasa dagli eserciti dellIslam. Di questo meraviglioso tappeto
se ne conserva oggi poco più di un metro quadro.
Attualmente, dopo lindustria del petrolio, quella dei tappeti è la
seconda industria della Persia con più di 800.000 persone addette alla
produzione e con criteri di lavorazione sempre artigianali. Il tappeto
persiano rappresenta, oggi, un buon investimento destinato ad un incremento
che ha toccato percentuali molto alte negli ultimi anni. Ciò smentisce
lidea, voluta da alcuni, che lindustria di tappeti persiani sia
oggi in crisi a causa della concorrenza degli altri paesi del terzo mondo che
producono, a qualità inferiori, disegni e colori un tempo caratteristica
della sola Persia.
I CENTRI DI PRODUZIONE
I maggiori centri persiani nella produzione di tappeti furono
cinque: Tabriz, Kashan, Isfahan, Kirman e
Herat.
TABRIZ
La più
celebre città del mondo nel campo dei tappeti è Tabriz, prima capitale
Safavide, il cui nome è famoso sin dal XV e XVI secolo. Al Victoria
and Albert Museum di Londra è attualmente esposto un lavoro risalente
proprio a questo periodo, mai superato da altri lavori e noto come il
tappeto Moschea di Ardabil. Si tratta di un tappeto enorme:
misura 11,50 x 5,34 metri e reca uniscrizione che lo data 1539-40.
Ordinato per la sala centrale del mausoleo dello Shaikh Safi-ed-Din, richiese
tre anni di lavoro per realizzarlo. Limportanza di questo capolavoro è
testimoniata dal fatto che venne addirittura definito holy (santo)
quando, nel 1892, fu posto in vendita. I colori principali di questo
magnifico tappeto, con trama ed ordito in seta e pelo in lana, sono il blu,
il rosso, il giallo e il verde in varie tonalità.
Un altro importante tappeto di questa zona è quello conservato al Museo
Poldi Pezzoli di Milano. Di datazione incerta
(per alcuni 1542-43, mentre per altri 1522-23), presenta scene di caccia su
sfondo floreale, ha lordito in seta, la trama in cotone e il pelo in
lana. I colori principali sono rosso, giallo, blu e verde, tutti in varie
tonalità.
Questa regione ha subito una notevole influenza europea ed americana nella
lavorazione dei suoi tappeti, che negli ultimi decenni sono stati prodotti in
tutte le dimensioni e con una varietà di disegni spesso fornita dagli stessi
importatori dellOvest.
KASHAN
È
facile riconoscere un tappeto Kashan. Si nota subito la sua eleganza
dovuta alla cura nella lavorazione di tipo tradizionale (cioè affidata ancora
a donne e ragazzi) e alluso di una lana molto pregiata che dà un
aspetto quasi vellutato alla sua superficie. Caratteristica dei tappeti di
Kashan è limpiego della seta nellordito, nelle trame e nel
pelo. Un medaglione centrale con motivi concentrici ricchi di elementi
vegetali, quali foglie piumate e rami, è il disegno che ricorre
maggiormente.
Nel XV e XVI secolo a Kashan, piccola città dellIran centrale, si
producevano dei meravigliosi tappeti realizzati in seta mista a fili
dargento e dorati. Si tratta di esemplari di bellezza leggendaria, oggi
conservati nei grandi musei o nelle principali collezioni private. Tra i
tappeti più belli qui realizzati si ricorda il tappeto di Vienna, il
cui campo reca scene di caccia su uno sfondo vegetale con cespugli e
fiori.
Un medaglione centrale che, rimpicciolendo, assume forma ovale, ricco di vari
elementi (cavalieri, piante, uccelli, animali, figure umane, draghi, alberi
parlanti con la testa di un animale al termine di ogni ramo) è il motivo
principale nella produzione più recente dei Kashan. I colori maggiormente
usati sono: avorio, blu, rosso, tabacco. Di rara bellezza, i tappeti
Kashan sono assai ricercati ed il loro valore è tuttoggi ai
massimi livelli.
ISFAHAN
Nel
cuore della Persia è situata Isfahan. Sotto il regno del grande
imperatore ShahAbbas (1588-1629), che la designerà a nuova
capitale del suo regno, la città conosce un periodo di grandissimo splendore
artistico anche nellannodatura dei tappeti con listituzione della
karkhana (manifattura statale). La città diventa subito famosa per i
suoi tappeti di seta caratterizzati da una decorazione prevalentemente
floreale. Inoltre si
sviluppa la tecnica del tappeto broccato in argento e oro, che viene ad
assumere straordinari effetti visivi e cromatici. Gli Isfahan depoca
sono tappeti di gran pregio e molto rari. In essi prevalgono le tonalità
pastello.
In seguito a un periodo di decadenza si sviluppò una produzione moderna
piuttosto comune, poco costosa e di tipo commerciale. Oggi a Isfahan si
producono i Nayim, tappeti moderni tra i più fini e costosi. Sono
eccezionalmente annodati e il soggetto floreale viene eseguito con lane
molto pregiate.
KERMAN
Kerman è una città dellIran meridionale. I suoi tappeti sono
oggi fra i più esportati in ogni paese del mondo. Dato che sono molto
richiesti spesso la lana del posto, fra laltro molto buona, non è
sufficiente ed è quindi necessario ricorrere a quella del Khorassan.
A Kerman viene realizzato un particolare tipo di tappeti definiti
a vaso, in quanto spesso compare nel disegno la forma di
un vaso.
I disegni più frequenti sono dominati da motivi floreali (cespugli di rose,
alberi fioriti) e animali (uccelli, leoni ed altri animali della foresta). Il
medaglione centrale è spesso ripetuto anche negli angoli. I colori sono
ricchi e intensi (blu, azzurro, rosso, rosa e bianco usati per ornamenti su
fondi dalla tonalità più disparata) mentre i disegni dei bordi appaiono non
perfettamente definiti.
I Kirman erano talmente richiesti dagli americani che nel 1920 nacquero
nuovi laboratori appositamente per la produzione di tappeti (detti Kirman
americani) per il mercato americano. Oggi i Kirman non hanno più i
ricchi arabeschi di un tempo in quanto dopo lultima guerra, i disegni
variarono e subirono linfluenza occidentale. È rimasto solo un
piccolo medaglione centrale che lascia libera la maggior parte del fondo a
tinte chiare, con preferenza per lavorio.
HERAT
Verso la metà del
XVI secolo, Herat, città dellodierno Afghanistan, diventò un
importante centro della produzione di tappeti. Herati (di Herat) viene
definita la decorazione dei bordi con foglie lanceolate in posizione
simmetrica o con una losanga formata da tralci e fiori. Il motivo che domina
il campo del tappeto è costituito da piccolissimi tralci floreali a spirale,
con arabeschi e nastri che si intrecciano o si sovrappongono.
Gli Herat furono importati in gran numero in Europa, dove erano molto
apprezzati, e vennero riprodotti nelle pitture di alcuni tra i maggiori
artisti come Velasquez, Vermeer e Rubens.
TURCHIA
La
religione musulmana impone ai fedeli turchi di non raffigurare in
alcun modo gli esseri viventi e la natura reale che li circonda. Dunque
lartigiano turco si affida a disegni geometrici e floreali che si
allontanano dalla decorazione persiana, alla quale pure si ispirano, per
diventare simboli rituali in risposta alla tradizione e ad un pensiero
profondo.
I disegni dei vegetali si radicano per seguire un movimento stilizzato dal
ritmo matematico. La composizione divide la superficie del tappeto secondo
delle regole immutabili: il motivo simbolizza la vita e il tempo; il fondo,
lesistenza e leternità.
I colori sono splendidi. Il disegno, sempre simmetrico e spesso molto
complicato, lascia pochissimo spazio completamente vuoto.
I bordi sono costituiti da diverse bande ineguali e con differenti
decorazioni. Le magnifiche lane usate sono molto soffici e setose.
Allinizio del XV secolo il tappeto turco si libera dallo stile arcaico.
Appaiono così i tappeti di seta con il pelo molto lungo, dai colori vivaci ma
molto armoniosi. Nel XVI e XVII secolo le decorazioni geometriche sono ancora
piuttosto rigide. Ma già nel XVIII secolo assistiamo ad unevoluzione
nellarte decorativa turca. I colori sono più dolci e le decorazioni
diventano meno rigide, più gradevoli e più morbide. I tappeti realizzati dai
nomadi sono spesso divisi in bande con motivi geometrici a
ripetizione.
Fin dal XV secolo e in epoca ottomana gli Ushak, tappeti di grandi
dimensioni e di forma rettangolare (detti anche tappeti dei signori),
furono esportati dai mercanti veneziani in tutta Europa. Oggi lUshak è
un tappeto di alta classe, ricercato dai collezionisti ed esposto nei più
importanti musei. I disegni sono sobri e i colori usati sono molto
ricchi.
I tappeti turchi hanno conosciuto una notevole diffusione nel XVIII e XIX
secolo, in particolare con i tappeti da preghiera. Sono tappeti in
lana (più raramente in cotone) annodati col nodo turco: i colori più diffusi
sono i toni caldi del rosso e del blu. Più raramente si usa il verde. I
centri di maggiore importanza sono Ghiordes, Kuia, Ladik, Mujur e Milas. La
decorazione del tappeto da preghiera risponde agli imperativi immutabili
della pratica religiosa dellIslam: i colori della lana acquistano un
preciso significato. Ad esempio, il blu simbolizza il cielo e
leternità, invece il verde viene utilizzato poco perché è il colore del
Profeta e non deve essere contaminato dai piedi.
Il più antico esemplare di questo tipo di tappeti si trova al Museo Islamico
del Cairo, in Egitto. Annodato in cotone, rappresenta cinque nicchie per la
preghiera della famiglia ed è datato 903 Egira, ossia lanno
1556.
CAUCASO
Diverse
civiltà (Georgia, Daghestan, Azerbaigian,
Armenia) si sono costantemente incrociate nella regione caucasica,
vero e proprio centro dei traffici carovanieri e commerciali. La cultura
locale ha quindi avuto modo di assimilarle parzialmente e rielaborarle in
base alle proprie tradizioni, creando così alcune caratteristiche tipiche di
questarea.
Un motivo molto ricorrente nella decorazione dei tappeti della regione
caucasica è quello del drago: il tappeto viene generalmente suddiviso,
seguendo uno schema di tipo geometrico, a losanghe o reticolo, con i singoli
draghi molto stilizzati e intervallati fra loro con motivi floreali che
ricordano quelli persiani a vaso. Le tonalità usate sono molto belle e vivaci
(soprattutto quelle del rosso e del giallo). Il materiale utilizzato è la
lana che viene annodata con il metodo turco.
I maggiori centri nella produzione di tappeti erano essenzialmente tre:
Kuba, i cui manufatti erano caratterizzati da decorazioni a fiori
stilizzati, alternati con sfondi di colori diversi; Karabagh e
Shirvan, i cui tappeti da preghiera, con decorazione sul motivo del
botè, rappresentano opere di grande livello tecnico e
artistico.
DERBENT E KAZAK
Il termine
Kazak in tartaro significa cavaliere della steppa, nomade.
I kazak, contraddistinti da unannodatura larga e da un pelo
medio/alto, si possono far risalire tra la metà del XIX e il primo ventennio
del XX secolo. Sono tappeti molto interessanti, prodotti da popolazioni
nomadi turco-tartare che si stanziarono nei villaggi montani del Caucaso
sud-occidentale. I colori dei Kazak, sono straordinariamente brillanti
e vivaci grazie allottima qualità della lana usata, che consente un
perfetto assorbimento delle tinture. I disegni sono molto semplici e
geometrici dalle grandi proporzioni.
TURKESTAN
Il Turkestan è quella zona compresa geograficamente
fra il Mar Caspio, le città di Bukbara e Samarkanda, il
lago di Aral e lattuale Iran. Tale zona è abitata da
tribù nomadi o seminomadi, dedite alla pastorizia, che affidano alle donne
lannodatura dei tappeti e di altri oggetti di uso quotidiano (borse,
selle, sacche per conservare alimenti).
Non si hanno prove concrete a confermare la produzione di tappeti turcomanni
prima del XIX secolo, ma si pensa comunque che la cultura tessile dei
turcomanni, essendo molto avanzata, derivi da unantichissima tradizione
e quindi non può essere nata recentemente.
La decorazione dei tappeti turcomanni è caratterizzata da motivi spesso
geometrici e dalla ripetizione allinterno del campo del motivo del
gul (che in persiano significa fiore, emblema di ciascuna
tribù, a struttura geometrica di forma spesso ottagonale). I colori vanno dal
rosso al rosso-bruno. Il disegno di questi tappeti rimane fedele ai modelli
antichi tradizionali, scegliendo e combinando fra loro i vari motivi
ornamentali; quindi vi è poca libertà nella creazione di questi tappeti
proprio per quanto riguarda la creatività.
I tappeti turcomanni prendono spesso il nome dalle tribù di provenienza,
ognuna rappresentata da uno specifico gul: Tekke, Saryk,
Yomut, Ersari, Chodor. Ma nel commercio si usano
soprattutto i nomi dei principali centri di smistamento: Bukhara,
Pendeh, Merv, Khiva, e Beshir.
I tappeti Bukhara sono tappeti in lana annodati, con nodo persiano, su
telai orizzontali. I colori più usati sono: il rosso in varie tonalità e il
bianco. La decorazione è costituita da una serie di ottagoni tagliati
diagonalmente da un disegno bianco. Nella bordura principale si ritrova il
motivo di fondo e spesso i pezzi più pregiati hanno le testate rifinite con
un alto Kilim. I Bukhara sono stati sino ad oggi fra i tappeti più imitati,
non solo nella lavorazione a macchina delle fabbriche europee, ma anche nella
stessa Persia.
Oggi le lavorazioni sono molto accurate quando vengono eseguite nella regione
di origine. Le dimensioni tradizionali sono abbastanza contenute e spesso
vengono oltrepassate da pezzi delle suddette nuove lavorazioni.
I mercanti europei conobbero per la prima volta i tappeti del Turkestan
orientale nella città di Samarkanda, situata nel territorio uzbeko:
ecco perché tali tappeti venivano spesso chiamati, impropriamente, con il
nome di questa città. Nei tappeti samarkanda vi sono notevoli
caratteristiche cinesi, ma si possono riscontrare anche influenze persiane
nei motivi floreali. Infatti larte della annodatura era stata insegnata
dagli artisti persiani catturati da Tamerlano.
In prevalenza questi tappeti avevano trama e ordito in cotone e nodi
asimmetrici; ma sono presenti anche esemplari fra i più antichi con trame e
pelo in una lana di ottima qualità. Gli esemplari in seta poi presentavano
una eccezionale raffinatezza nei colori, nei materiali e nelle decorazioni.
Queste ultime riprendevano i motivi dei gul turcomanni: rosette policrome
allineate e medaglioni rotondi. I colori erano alquanto vivaci (giallo,
rosso, azzurro, blu).
EGITTO E MAGHREB
Non abbiamo una
documentazione
certa dellarte dellannodatura in Egitto. Sicuramente
risale ad epoca antichissima (i primi telai sembra che siano stati inventati
oltre il 2.500 a.C.).
Allinizio del XVI secolo risalgono i tappeti annodati in lana con il
nodo persiano (detti mamelucchi) e realizzati al Cairo.
I disegni sono prevalentemente geometrici e i colori usati sono molto vivaci e
tendenzialmente monocromatici.
Larte dellannodatura ha origini antiche anche nel Maghreb
(zona situata nellAfrica settentrionale ad influenza islamica) dove
oggi vi si annodano tappeti che imitano il repertorio decorativo persiano. I
tappeti berberi, caratterizzati da decorazioni molto semplici e dal
pelo lungo e folto, hanno un grande successo dovuto al fatto che si adattano
perfettamente al gusto occidentale.
AFGHANISTAN
In Afghanistan è una tradizione familiare molto
antica quella della creazione di tappeti ricamati. I tappeti vengono lavorati
oltre che dalle donne anche dagli uomini, senza luso di telai, ma
seduti per terra, utilizzano aghi di ferro o di legno.
I motivi geometrici che decorano i tappeti afghani si ispirano agli ottagoni
tradizionali e le figure sono separate da file di stelle del
Daghestan. La ripetizione dei motivi non rende il disegno monotono, ma
gli dona movimento e ritmo. Il colore è brillante (rosso cupo o mattone). Le
decorazioni, in tinta nera o blu, ricordano quelle dei tappeti Sumak,
caratterizzate da grandi ottagoni che rappresentano la zampa
dellelefante.
CINA
Sappiamo che in
Cina il tappeto in feltro veniva fabbricato in tempi molto remoti dai
pastori nomadi ma non siamo in possesso di documenti che attestino la nascita
del tappeto vero e proprio.
I racconti parlano del fatto che imperatori e mandarini utilizzavano tappeti
annodati già nel 1122 a.C., ma non ci è pervenuto nulla di queste antiche
opere.
La Cina, essendo un grande produttore di lana e fra laltro luogo
dove nasce la seta, contribuì notevolmente allo sviluppo dellarte del
tappeto. Lo stile dei tappeti cinesi segue le dinastie degli imperatori e non
il luogo di produzione perché gli atelier venivano situati allinterno
della Corte e spesso gli imperatori nei loro viaggi si facevano seguire da un
gruppo foltissimo di artigiani.
Fino alla dinastia Ming (1 368-1644) lispirazione realizzatrice
passò dal confucianesimo al taoismo e quindi al buddismo di matrice indiana.
La decorazione richiamava motivi con presenze di demoni, geni animali
favolosi: il tutto a simbolizzare sempre leterna lotta fra il Bene e il
Male.
La nascita dellautentico stile cinese viene attribuita a
Kang-hi. Sotto il suo regno nascono nuove tinte (come ad esempio
il famoso giallo imperiale) che verranno poi elaborate ai tempi del regno del
figlio. Tali tinte riportano dei riflessi ai bordi del tappeto dandogli
leffetto della porcellana o dello stagno.
Il tappeto di Pazyryk ci mostra che esistevano legami con la
Persia e lIndia, questo grazie alla via della seta che
portò a scambi culturali soprattutto tra Isfahan e
Pechino.
Al regno di Chieng Lung (1736-1795) risale la produzione più
importante, soprattutto per quantità, di tappeti cinesi.
Le decorazioni presentavano una simbologia dal significato di celebrazione e
di buon augurio oppure scene mitologiche o ambienti naturalistici.
I tappeti cinesi sono in lana (e spesso in seta) con trama e ordito in cotone.
Lannodatura viene fatta su telai verticali con il nodo persiano non
molto fitto.
Inizialmente erano di piccole dimensioni e rettangolari. Poi, intorno alla
metà dell800 cominciarono ad assumere forme quadrate fino ad arrivare
alle manifatture di Ningsh e Paatow; qui vengono eseguiti, su
richiesta degli occidentali, pezzi con una vasta varietà di colori, disegni e
dimensioni. La varietà è ormai tale che arriva a darci delle parures
per le camere da letto, composte da due scendiletto e fondo letto in diverse
dimensioni.
TIBET
I tappeti tibetani,
di struttura in cotone o lana, sono in generale quadrati e di piccole
dimensioni, perché in origine erano destinati alluso domestico e
allarredamento dei monasteri buddisti.
Questi tappeti venivano foderati o bordati con fasce di panno rosso.
I disegni principali erano il medaglione e motivi rappresentanti animali ed
elementi floreali ripetuti e stilizzati. Il nodo, di origine persiana, è
detto nodo tibetano e viene fatto con un filo di lana che usciva dal
nodo formando un occhiello per rientrare nel nodo successivo. Gli occhielli
venivano poi recisi tutti insieme con una bacchetta di ferro.
INDIA
I sovrani
Moghul (1526-1858), grandi sostenitori delle arti, diedero un notevole
sviluppo allarte dellannodatura del tappeto in India,
anche se il suo uso per ragioni climatiche era prevalentemente riservato alla
corte ed alle classi elevate. I
tappeti più belli della dinastia Moghul furono prodotti a
Lahore, capitale del Punjab. I colori più usati erano: rosso
lacca, blu o azzurro con motivi in giallo oro di gran risalto. I disegni
erano prevalentemente floreali. Le decorazioni erano caratterizzate da una
fusione tra i motivi persiani (in particolare di Herat) e quelli più
tipicamente indiani con lintroduzione di motivi animali (tigri,
elefanti, coccodrilli, draghi e chi-lin, creature fantastiche di derivazione
cinese) e di motivi floreali (campanule, rose, violette, peonie,
gigli).
Questi tappeti, prevalentemente in lana molto sottile e più raramente in seta,
hanno unaltissima densità di nodi (quello usato è il nodo persiano) e
sono tecnicamente ben fatti.
Gli Agra sono tappeti con decorazioni costituite da disegni persiani
dai colori molto dolci e armoniosi che si ripetono su tutto il campo. Le
tonalità più usate sono: lavorio, il giallo, il rosa e il verde
pallido. Tali tappeti hanno una annodatura molto fine e serrata e sono fra i
più richiesti.
FRANCIA
La
produzione francese di tappeti è di notevole livello tecnico, anche se non vi
è una grande densità di annodatura.
Unimportante centro di produzione di arazzi destinati inizialmente ad
abbellire le pareti, in seguito usati anche come tappeti, fu, a partire dal
732, Aubusson una cittadina che dista 300 chilometri da Parigi.
Il massimo splendore di tale produzione si ebbe nel 600 con la
creazione della Manifatture Reali di Gobelin, Beauvais, e
Aubusson.
Si deve a Enrico IV la creazione e lo sviluppo dellindustria del
tappeto in Francia. Dopo un periodo oscuro, la ripresa degli scambi
commerciali con loriente favorisce la moda del tappeto e costituisce un
onere non indifferente per le casse reali. Il re, consigliato da
Sully, decide di favorire la creazione di atelier per la fabbricazione
di tappeti. Tale compito viene affidato a Pierre Dupont, che al
Louvre perfeziona il metodo di realizzazione dei tappeti applicando le
tecniche di annodatura orientali. Simon Lourdet, un apprendista di Dupont, si insedia in una
fabbrica di sapone abbandonata a Chaillot. Nasce quindi la
Manifattura Reale e nel 1626, sotto il patrocinio di
Luigi XIII, i due finiscono per associarsi.
Nel 1663 viene fondata, sotto la direzione del primo pittore di Francia,
Charics Le Brun, la Manifattura Reale della Savonnerie. A Le
Brun si deve una nuova concezione del tappeto che in seguito fu
abbracciata da tutta Europa: i tappeti reali partecipano alla decorazione
delle sale alle quali sono destinati e perdono così la loro caratteristica
principale (quella di poter essere trasportati ovunque).
Nel 1825 latelier viene unificato con la Manifacture Nationale des
Gobelins. Il periodo più prolifico è quello compreso tra la metà e la
fine del XVII secolo.
Le decorazioni riprendono il neoclassicismo: motivi floreali, paesaggistici e
di ispirazione mitologica. Non è però da dimenticare anche una vasta
produzione in stile rococò.
INGHILTERRA
Alla
seconda metà del XVI secolo risalgono i più antichi tappeti annodati inglesi.
Si tratta di tappeti che erano destinati al mercato nazionale e considerati
oggetti di gran lusso. Le trame e gli orditi erano prevalentemente in canapa
e lino, a imitazione dei tappeti orientali.
Dopo lEditto di Nantes (1685), con limmigrazione di artigiani
protestanti francesi, cominciarono a diffondersi tappeti decorati con motivi
di gusto e repertorio europeo. I motivi floreali venivano disegnati
prevalentemente da architetti. In questi tappeti, con colori più armoniosi di
quelli usati nei tappeti persiani, compare per la prima volta il nero.
I laboratori più importanti erano quelli di Fulham, Exeter,
Axminster e Donegal ma quello più famoso è latelier di
Moorfields, dove T. Moore produceva tappeti che si rifacevano
allo stile creato dallarchitetto Adam.
PORTOGALLO
Al
periodo rinascimentale risale la realizzazione di particolari tappeti in
Portogallo utilizzando il punto treccia, tradizione che si è protratta
fino ad oggi.
Al XVII secolo risalgono gli esemplari più belli ricamati su dei grandi
canovacci di canapa con lago. Il tappeto portoghese viene detto
dArraiolos (cittadina del sud del Portogallo).
I colori prevalenti sono i verdi delicati e i rosa pallidi.
Nel XVIII secolo lispirazione indiana, di tipo geometrico, prese il
posto di quella persiana, rivoluzionando così la parte decorativa che
presenta motivi spigolosi ai quali il punto treccia si presta in modo
ottimale.
Il tappeto Portoghese viene lavorato dalle ospiti della prigione femminile, ma
è possibile ancora vedere nei villaggi dei dintorni, davanti alle loro case,
i tessitori, che sono sia uomini che donne.
SPAGNA
Il
tappeto viene introdotto in Spagna dai Mori, fin dallVIII
secolo, come ornamento delle loro abitazioni. La produzione locale inizia nel
XII secolo, in particolare a Cuenca e Alcaraz: vi è una forte
influenza turca ed egiziana.
Limportazione del nodo in Spagna, intorno al X secolo, viene attribuita
agli Egiziani. Dal XIII secolo i disegni sono caratterizzati dallunione
di elementi moreschi a motivi tipicamente occidentali (stile Mudéjar,
nome dato ai musulmani che vivevano sotto un sovrano cristiano).
Alla fine del XV secolo i tappeti presentano motivi ancora tipicamente
occidentali e floreali, ma con una preferenza verso il melograno, la quale
poi si intensifica, nel XVI secolo, con dei motivi tipici del Rinascimento. I
centri più famosi sono Chinchilia, Letur, Alcaraz e
Cuenca.
USI E COSTUMI
Il termine tappeto risale dal
greco tapesetos, da cui deriva la parola latina
tappetum.
Luso del tappeto risale alla notte dei tempi. È difficile datare
la sua origine ma è un fatto ormai universalmente riconosciuto che la sua
nascita avvenne in Asia ad opera di tribù nomadi. Loriente, culla
dellumanità e di tutte le religioni, è il paese dalla storia più volte
millenaria dai significati indefinibili. Larte del tappeto
nellespressione dellanimo asiatico rappresenta
laspirazione alla bellezza.
I tappeti cominciarono ad essere usati al posto delle pelli degli animali che
venivano utilizzate contro il freddo ricoprendo le pareti delle tende e il
suolo.
Il tappeto orientale, con la sua struttura, le sue decorazioni nei motivi e la
sua funzione, rappresenta il modo di vita pastorale e nomade del
tessitore.
Allinizio le decorazioni erano molto semplici. In seguito si cominciò ad
utilizzare dei cartoni disegnati abilmente, come modelli da seguire per
creare decorazioni diverse e curvilinee. Lannodatura di alcuni tappeti
veniva fatta sotto la direzione e la guida dellUstad, un maestro che si
assumeva anche tutte le responsabilità tecniche. Il risultato erano tappeti
di massima qualità e notevole espressione artistica.
Nel passato i tappeti venivano utilizzati non solo per ricoprire il pavimento,
ma anche sulla tavola, tesi sulle mura, e sempre intesi come oggetti
ornamentali.
Il mercato del tappeto odierno è vastissimo, sia per quanto riguarda i pezzi
antichi che per quelli più moderni. I produttori tradizionali come
Persia, Turchia, Cina e Caucaso mantengono i loro
legami con la tradizione artistica. Oggi anche Pakistan,
Romania ed Egitto sono diventati produttori di tappeti annodati
a mano, di scarso valore artistico, ma sicuramente superiore a quello dei
tappeti meccanici.
LO STILE
Lo stile del tappeto orientale si adatta perfettamente con lo
stile di qualsiasi arredamento. Le decorazioni a motivi geometrici, i modelli
primitivi o popolari e folcloristici si adatteranno molto bene a un ambiente
moderno, ad una cameretta per ragazzi, ad una residenza di campagna o al
mare, secondo un largo ventaglio di possibilità.
Si può preferire un tappeto persiano, dai colori dolci e dagli
arabeschi eleganti, per un salone, una camera o un salottino; un tappeto
turco, dai motivi geometrici più spigolosi, per un ingresso, un
ufficio o unambientazione moderna; un tappeto con i simboli tipici
dellestremo oriente, dai colori chiari su un fondo in tinta
unita che riposano locchio, può essere adatto per uno studio o per la
camera dei bambini.
Naturalmente se il tappeto è destinato a un luogo piuttosto buio della casa
bisognerà optare per colori chiari e vivaci. Se invece è destinato a un luogo
in cui la luce è troppo forte, il principio è esattamente lo stesso, perché
la luce molto forte mangia i colori.
I MOTIVI E LE SIMBOLOGIE
I
simboli dellarte islamica e asiatica, comuni sia nei tappeti annodati
che nei Kilim, esercitano un forte fascino
in Occidente e sono stati oggetto di studi per identificarne il significato.
Le interpretazioni a riguardo sono state sempre fra di loro contrastanti.
Infatti motivi simili hanno spesso nomi diversi a seconda delle regioni: ogni
regione svolge una propria concezione geometrica con delle proprie
caratteristiche, fedele alle proprie tradizioni, e ogni motivo ha un
significato particolare che si tramanda di generazione in generazione ed è
rivelatore delle origini di ciascuna famiglia di tappeti. Inoltre bisogna
anche ricordare che, col tempo, le interpretazioni originali di uno stesso
motivo decorativo sono mutate o si sono completamente dimenticate. Il motivo boté, ad
esempio, può essere interpretato in diversi modi: alcuni lo interpretano come
una rappresentazione dei templi del fuoco zoroastriani (una lingua di fuoco),
altri come una degenerazione di un disegno arboreo (cespuglio fiorito), altri
ancora pensano sia la rappresentazione di una goccia dacqua. Cè
anche chi lo intende come rappresentazione del bene e del male o come simbolo
di fertilità, oppure come il rapporto tra madre e figlio, infatti,
allinterno del boté principale se ne trova uno minore rivolto in senso
contrario. Fra i motivi più
noti vi è lalbero della vita, che è molto importante nella
cultura zoroastriana, e che può essere raffigurato in varie forme. La più
frequente è quella del cipresso. I significati di questo motivo sono
vari, primo fra tutti è quello dellalbero genealogico: il tronco
rappresenta il padre e i rami i figli. Va ricordato inoltre che il
cipresso, nella simbologia zoroastriana, rappresenta anche la potenza
di Dio.
In molte regioni viene utilizzato il disegno del melograno come simbolo
della fertilità. Una decorazione tipica
della cultura artistica islamica è larabesco. Si tratta di una
forma floreale astratta che può essere ripetuta praticamente
allinfinito.
Fra gli altri numerosissimi motivi vegetali largamente utilizzati
ricordiamo: il loto, fiore sacro a Budda; il crisantemo,
simbolo di felicità e di fecondità; il tulipano, largamente impiegato
dagli artigiani turchi; la rosa, simbolo dellimmortalità; il
girasole e vari alberi stilizzati; infine le foglie, con
forme diverse e stilizzate, sono motivi molto utilizzati nei tappeti
iraniani.
Per quanto riguarda i motivi animali ricordiamo invece: il dragone
come espressione della potenza dei sovrani; il cane in fuga, a
rappresentare gli indesiderati; il cammello come portatore di felicità
e benessere; la colomba a rappresentare una messaggera damore e
di pace; e poi ancora laquila, il pavone, il
serpente, il cavallo, lo scorpione e molte varietà di
uccelli.
Il gul ha la forma di un medaglione poligonale di varie dimensioni ed
ornato al suo interno. Ogni tribù vi rappresentava i propri animali totemici,
più tardi stilizzati fino a diventare irriconoscibili. I gul delle
tribù turcomanne sono certamente simbolici, anche se del loro significato
originario si è ormai persa ogni traccia. Un simbolo molto
utilizzato dai cinesi è la svastica: croce uncinata con le braccia
uguali. È un simbolo religioso di origine indiana e le sue
interpretazioni sono divergenti: simbolo solare, segno di buon augurio
per la salute o la fecondità. Un po in tutta lAsia centrale la
svastica viene collegata allacqua, con una consolazione benefica per le
popolazioni contadine. Nella simbologia dei tappeti
cinesi è frequente anche il motivo del drago, animale fantastico. Esso
è composto da vari elementi che vengono presi da dodici animali diversi;
rappresenta lo yang (principio maschile, solare, diurno) ed ha una
serie di connotazioni positive. Quando il drago ha 5 artigli, rappresenta
limperatore. La fenice invece rappresenta lo yin
(principio femminile, lunare, notturno) e limperatrice.
Sempre in Cina viene utilizzata lHu Thie una farfalla che è
simbolo di lunga vita.
Diversi motivi vengono utilizzati anche nei bordi. Molto frequente è
luso degli zigzag, che simboleggiano lacqua corrente;
largamente impiegata è la greca: semplice, a forma di T o di
svastica. Le lettere S e T, che sono molto frequenti in
Cina e nel Caucaso, e la lettera Z simboleggiano le divinità e la
luce. Alcune volte sui bordi vengono iscritti i versetti del Corano.
Altre volte si possono invece trovare precetti, o la provenienza e la data di
fabbricazione, che è espressa secondo il calendario musulmano.
Oggi lartigiano, per riprodurre vecchi tappeti molto richiesti dal
mercato occidentale, si serve sempre più spesso di cartoni o di
fotografie. Talvolta, ignorando la simbologia dei motivi originali, modifica
i motivi secondo le richieste della moda.
Per quanto riguarda la libertà creativa dellartigiano, bisogna ricordare
che le popolazioni musulmane ortodosse erano sottoposte ad alcune limitazioni
in campo figurativo. Infatti linfluenza religiosa imponeva la rinuncia
a dipingere figure umane. Era permesso raffigurare solo alberi, fiori e
oggetti inanimati. Infatti per lIslam tutto viene da Dio e tutto lo
rappresenta (le prime parole del Corano sono Non vi è altra divinità
che Dio). Con il diffondersi della fede islamica incominciarono ad
essere proibite molte immagini che venivano usate nellantichità. La
rappresentazione nel tappeto di oggetti identificabili viene considerata una
sorta di peccato veniale.
Così non fu per la Persia che, avendo abbracciato la religione islamica
sciita, ha potuto raffigurare tranquillamente nei suoi tappeti centinaia di
figure umane e di animali.
First Published: Tue, 21 Jan 2003 10:00:00 GMT
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Prima
Pubblicazione: Tue, 21 Jan 2003 10:00:00 GMT